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Distribuzione

Logistica per la distribuzione B2B: costi e requisiti dei servizi

Nell'industria i costi logistici valgono in media il 6%-12% del fatturato. È il parametro per una manifatturiera che vende ad altre imprese e decide dove e quanto intervenire.

Quanto pesa la logistica sulla distribuzione B2B

Nell'industria i costi logistici valgono in media il 6%-12% del fatturato. È il parametro per una manifatturiera che vende ad altre imprese e decide dove e quanto intervenire.

La disponibilità delle materie prime non è più garantita. Ottimizzare l'intera catena è un fattore competitivo, non un'attività di back office (Pesenti).

In Italia la domanda di consulenza in supply chain management è cresciuta in modo costante. Le PMI manifatturiere e le aziende del retail hanno compreso che la logistica non è un costo da comprimere, ma un investimento da governare (Pesenti).

La questione non è il costo della singola spedizione. Il flusso da governare va dai fornitori a monte al cliente finale, passando per stoccaggio, picking, trasporto e distribuzione.

Solo considerando l'intero percorso le strutture di stoccaggio, la flotta, le controparti logistiche e i sistemi digitali lavorano su dati confrontabili. Così l'obiettivo di miglioramento diventa misurabile (Pesenti).

Secondo Mordor Intelligence, nel 2025 il 62,74% del mercato europeo di trasporto e logistica è riconducibile al trasporto merci. La stessa fonte stima 1,52 trilioni di dollari nel 2026 e 1,79 trilioni nel 2031, con un CAGR del 3,26% nel periodo 2026-2031.

La pressione sui costi di trasporto emerge dai comportamenti delle imprese. Il rapporto End-to-End 2024 di Largo Consumo rileva che quasi la metà (49,1%) sta attuando strategie più aggressive proprio sui costi di trasporto.

Ogni 100 euro di fatturato di un'impresa industriale, tra 6 e 12 euro sono assorbiti dalla logistica. Su 1 milione di euro di fatturato, il costo logistico medio è quindi tra 60.000 e 120.000 euro.

I costi logistici si dividono in diretti e indiretti. Sono diretti il trasporto delle merci, il carburante della flotta aziendale e i pedaggi autostradali. Sono indiretti le spese per gli uffici, gli stipendi del personale coinvolto nelle attività logistiche e la gestione dell'inventario (Mecalux).

Sul canale digitale il peso è maggiore. Secondo Casaleggio Associati la logistica incide mediamente per il 15% sul fatturato degli e-commerce italiani, con punte del 20-25% per i brand con prodotti a basso valore medio e alti tassi di reso. Netcomm stima che nel 2025 i costi logistici complessivi dell'e-commerce B2C italiano abbiano superato gli 8,5 miliardi di euro.

Previsioni di crescita del mercato logistico europeo (2026-2031)

  1. Valore mercato 20261,52 trilioni di dollari
  2. Valore mercato 20311,79 trilioni di dollari
  3. CAGR 2026-20313,26%

Le voci di costo da presidiare nella distribuzione B2B

La scomposizione utile segue il flusso fisico. Comprende approvvigionamento e flussi inbound, stoccaggio, picking, trasporto, distribuzione capillare fino all'ultimo miglio e coordinamento tra produzione e consegna.

La gestione della supply chain comprende la pianificazione delle scorte. Include anche controllo dei flussi inbound e outbound, gestione del magazzino e sincronizzazione tra produzione e distribuzione (Pesenti).

La consulenza logistica integrata interviene su approvvigionamento, logistica e distribuzione dei beni insieme (aBCD Consulting). A ogni voce corrisponde un indicatore di inefficienza.

Sulle scorte, una cattiva gestione provoca rotture di stock; sui lead time, allunga i tempi; sul capitale circolante, immobilizza risorse. Una buona gestione della supply chain, secondo Pesenti, contribuisce a ridurre questi tre effetti.

Nei processi interni la voce da aggredire sono le attività ridondanti. Sono i passaggi che non aggiungono valore al flusso e che l'efficienza dei processi può eliminare (aBCD Consulting).

La pressione sui costi di trasporto riguarda anche il committente B2B. È un tema da presidiare.

All'elenco delle voci va aggiunta l'analisi. Un esame approfondito dei processi esistenti, dei flussi di lavoro, delle infrastrutture e delle tecnologie utilizzate fa emergere le aree di miglioramento. Da qui derivano le soluzioni su misura (aBCD Consulting).

Le voci dirette partono dai costi di acquisto. Lo stoccaggio comprende proprietà o affitto del magazzino, sistemi di stoccaggio, sicurezza e carrelli elevatori; l'elaborazione degli ordini include imballaggio ed etichettatura. Seguono trasporto via terra, mare o aria, consegne dell'ultimo miglio e costi internazionali, legati a normative doganali e tassi di cambio (Mecalux).

Agli importi si arriva per fasce. Per una spedizione standard in Italia i prezzi di mercato 2026 vanno da 3,50-5,00 euro per un collo da 0-2 kg nel Nord Italia a 11,00-16,00 euro per 20-30 kg verso Sud e isole.

Le fasce intermedie seguono la stessa scala: 2-5 kg tra 4,00-6,00 euro al Nord e 5,50-8,00 al Sud e isole; 5-10 kg tra 5,00-7,50 e 7,00-10,00; 10-20 kg tra 6,50-9,00 e 9,00-13,00. Il Centro Italia si colloca tra le due.

I range valgono per volumi tra 300 e 1.000 spedizioni al mese. Sotto i 200 colli al mese i costi sono più alti del 15-25%; sopra i 2.000 colli al mese si possono negoziare riduzioni del 10-20%.

Il prezzo non dipende solo dal peso reale. Il peso volumetrico si calcola con lunghezza per larghezza per altezza in centimetri diviso 5.000; se supera il peso effettivo, è quello a essere fatturato.

Lo stoccaggio si paga a volume: 18-35 euro per metro cubo al mese in un magazzino standard, 30-50 in uno climatizzato, 40-70 in uno dedicato a prodotti di alto valore. Per un pallet standard da 80x120 cm e altezza massima 180 cm il listino è di 25-50 euro mensili.

Chi occupa poco spazio paga a ubicazione: 2-5 euro al mese per una piccola da 0,01 metri cubi, 5-12 per una media da 0,1, 10-25 per una grande da 0,5. La posizione pesa: nel milanese e nella prima cintura di Milano i costi sono superiori del 20-30%.

Picking e packing con i materiali si tariffano per ordine: 2,50 euro per ordine, 11.250 euro nella simulazione di riferimento. Nello stesso esempio lo stoccaggio costa 800 euro al mese e le spedizioni 21.000 euro al mese.

Un listino italiano di stoccaggio fattura il magazzinaggio per pallet al giorno e vi aggiunge accettazione e spedizione dei pallet, con una fatturazione minima. A Creazzo il magazzinaggio è 0,58 euro al giorno, accettazione e spedizione 1,44 euro, minimo 45 euro.

Le tariffe cambiano molto da sede a sede: 0,35 euro al giorno a Cartiera-Stazione, 0,23 a Pordenone, 1,15 a Zelo Buon Persico, 2,88 a Fizzonasco. Dove la merce non è pallettizzata si considera 1 pallet pari a 1 metro quadrato (StoringCargo).

Requisiti di servizio per una rete distributiva B2B

Il primo requisito è la copertura: una rete distributiva efficace è l'unico modo per consegnare la merce nei tempi promessi, dai centri urbani fino alla consegna finale. La gestione della catena di distribuzione riguarda il network capillare e le consegne (Pesenti).

Un fornitore senza copertura adeguata nelle zone di consegna non si valuta solo sul prezzo del trasporto. Il rispetto della data promessa dipende dalla ramificazione della rete.

Il secondo requisito è la sincronizzazione tra produzione e distribuzione. È citata nella gestione della supply chain insieme a pianificazione delle scorte e controllo dei flussi inbound e outbound (Pesenti).

Da qui dipendono due risultati operativi misurabili. Sono meno rotture di stock e lead time più brevi.

Il terzo è la flessibilità. Tra i risultati attesi dall'integrazione dei sistemi informativi c'è la maggiore reattività alle variazioni del mercato (aBCD Consulting).

Permette di assorbire picchi di domanda o cambi di mix. Non serve rinegoziare ogni volta tempi e costi.

La progettazione della rete, se guidata dall'analisi dei dati, punta ad accorciare le tempistiche di consegna. Mira anche a contenere i costi operativi mantenendo il livello di servizio (aBCD Consulting).

Tra gli obiettivi dichiarati della progettazione della rete c'è l'aumento della soddisfazione del cliente. Si aggiunge alla riduzione dei tempi di consegna (aBCD Consulting).

Il perimetro delle consegne può comprendere anche il canale digitale. Una rete B2B deve confrontarsi anche con gli ordini che arrivano da quel canale.

Logistica integrata: cosa significa per costi e servizio

Ottimizzare non vuol dire comprimere la singola spedizione. L'obiettivo è orchestrare le risorse — siti di magazzino, mezzi, partner logistici e tecnologie — perché usino la stessa lingua e producano dati confrontabili: solo con dati comparabili si possono misurare i progressi (Pesenti).

Il costo della spedizione diventa una variabile di risultato. Non è l'unico punto su cui intervenire.

La logistica integrata poggia su quattro pilastri di intervento da affrontare insieme. Un miglioramento isolato in una sola area rischia di scaricarsi come inefficienza sulle altre (Pesenti).

Tra i pilastri indicati ci sono la gestione della supply chain — pianificazione scorte, flussi inbound e outbound, magazzino, sincronizzazione produzione-distribuzione — e la catena di distribuzione capillare, dalla città fino all'ultimo miglio (Pesenti).

Sul piano metodologico, l'approccio integrato combina processi, tecnologie e persone. Serve a ristrutturare il modo in cui l'azienda gestisce approvvigionamento, logistica e distribuzione, con il focus sull'ottimizzazione dell'intera supply chain e una forte sinergia con il cliente (aBCD Consulting).

La tecnologia è uno dei tre elementi. Non sostituisce l'analisi dei processi.

Pesenti, membro di Rhenus Group, opera da oltre 60 anni nei trasporti e nella logistica. aBCD Consulting è una società di consulenza logistica integrata.

Fasi dell'ottimizzazione logistica integrata

  1. Analisi dei processi esistenti
  2. Definizione dei requisiti funzionali
  3. Progettazione della rete logistica basata su dati
  4. Integrazione sistemi (ERP, WMS, TMS)
  5. Monitoraggio KPI con dati confrontabili

Sistemi informativi e visibilità: requisiti tecnici

Il requisito tecnologico di base è l'integrazione tra ERP (Enterprise Resource Planning), WMS (Warehouse Management System) e TMS (Transportation Management System). È questa combinazione a migliorare visibilità e controllo lungo l'intera supply chain (aBCD Consulting).

Un fornitore logistico su sistemi separati non può restituire una vista unica del flusso. Lo stesso vale con i fogli di calcolo.

I risultati attesi dall'integrazione sono verificabili: gestione più efficiente delle risorse, riduzione degli errori, migliore tracciabilità delle merci e maggiore reattività alle variazioni del mercato (aBCD Consulting). Sono quattro voci traducibili in altrettanti criteri di verifica contrattuale.

Prima di scegliere software o fornitore va fatta la parte più trascurata: definire requisiti funzionali chiari e adeguati alle esigenze operative. Serve un interlocutore che si interfacci direttamente con le software house per assicurarne la corretta implementazione (aBCD Consulting).

L'obiettivo dichiarato è che le risorse parlino la stessa lingua e producano dati confrontabili. Solo così è possibile misurare ciò che si vuole migliorare (Pesenti).

I requisiti tecnici documentali per un fornitore possono includere certificazioni volontarie di sistema qualità e ambiente. Di queste va chiesta evidenza.

Come ridurre i costi logistici senza peggiorare il servizio

Il punto di partenza documentato è l'analisi delle necessità logistiche. Un esame approfondito dei processi esistenti, dei flussi di lavoro, delle infrastrutture e delle tecnologie utilizzate fa emergere le aree di miglioramento e le soluzioni su misura (aBCD Consulting).

Senza questa fotografia, qualsiasi intervento di riduzione colpisce le voci visibili. Le cause restano intatte.

La prima leva operativa è eliminare le attività ridondanti. Si agisce tramite l'efficienza dei processi (aBCD Consulting).

La seconda è progettare una rete logistica efficiente con l'analisi dei dati e strumenti avanzati. Efficienta la distribuzione dei prodotti, abbrevia la durata delle consegne e minimizza i costi operativi (aBCD Consulting).

La terza è la gestione delle scorte e dei flussi inbound/outbound. Riduce le rotture di stock, accorcia i lead time e libera capitale circolante (Pesenti).

Il monitoraggio chiude il ciclo. Il miglioramento si misura con KPI alimentati da dati confrontabili tra depositi, vettori, partner e sistemi (Pesenti).

La pressione di mercato rende questa disciplina non opzionale. Quasi la metà delle aziende (49,1%) sta attuando strategie più aggressive proprio sui costi di trasporto (rapporto End-to-End 2024, Largo Consumo).

Il parametro di partenza per quantificare il risparmio è la quota del 6%-12% del fatturato. In un'impresa industriale è assorbita dalla logistica (Pesenti).

La leva del volume è diretta: sopra le 2.000 spedizioni al mese si negoziano riduzioni del 10-20%, mentre sotto i 200 colli al mese si paga il 15-25% in più. Anche la tariffa va confrontata per fascia di peso e per zona di destinazione.

Sul magazzino, il confronto parte dal metro cubo e dal pallet: 18-35 euro al metro cubo al mese per lo stoccaggio standard. Per un pallet standard la spesa mensile va da 25 a 50 euro. Nel milanese e nella prima cintura di Milano si paga il 20-30% in più.

Checklist per valutare un fornitore di logistica B2B

Capacità di analisi end-to-end: il fornitore deve ragionare dai fornitori a monte fino al cliente finale, passando per stoccaggio, picking, trasporto e distribuzione. Non deve fermarsi al costo della singola spedizione (Pesenti).

Chiedere come conduce l'analisi delle necessità logistiche è il modo più diretto per verificarlo. L'analisi copre processi esistenti, flussi di lavoro, infrastrutture e tecnologie (aBCD Consulting).

Progettazione della rete: verificare se il fornitore ha un metodo per efficientare la distribuzione, accelerare le consegne e minimizzare i costi operativi sulla base dell'analisi dei dati. Non deve limitarsi a riproporre il network esistente (aBCD Consulting).

Integrazione dei sistemi: chiedere quali ERP, WMS e TMS vengono integrati. Chiedere anche come si definiscono i requisiti funzionali e chi si interfaccia con le software house (aBCD Consulting).

Tracciabilità delle merci, riduzione degli errori e reattività alle variazioni di mercato sono i risultati chiave. Vanno messi a verbale.

Gestione dei KPI: pretendere dati confrontabili tra le risorse impiegate. È la premessa per valutare i risultati (Pesenti).

Copertura distributiva: la rete deve arrivare nei tempi promessi. Deve coprire dalle aree urbane centrali alla consegna finale (Pesenti).

Approccio collaborativo: l'approccio integrato richiede una forte sinergia con il cliente. Combina processi, tecnologie e persone (aBCD Consulting).

Quattro pilastri: chiedere quali aree di intervento vengono affrontate e se sono gestite insieme. Un miglioramento isolato in una sola area si scarica come inefficienza sulle altre (Pesenti).

Canale digitale: chiedere come il fornitore gestisce gli ordini che arrivano dal canale digitale.

Sul piano documentale, è prassi chiedere evidenza delle certificazioni di sistema qualità. Va chiesta anche evidenza delle procedure di gestione applicate dal fornitore.

Per i costi, chiedere la quota di logistica sul fatturato. Il parametro medio è 6%-12% per un'impresa industriale (Pesenti).

Verificare il peso del trasporto. Nel 2025 il 62,74% dell'aggregato europeo di trasporto e logistica è riconducibile al trasporto merci (Mordor Intelligence).

Chiedere la dimensione del mercato di riferimento. Mordor Intelligence stima 1,52 trilioni di dollari nel 2026 e 1,79 trilioni nel 2031. Il CAGR 2026-2031 è 3,26%.

Chiedere la tariffa per fascia di peso e per zona. Nel 2026 i range vanno da 3,50-5,00 euro per un collo da 0-2 kg nel Nord Italia a 11,00-16,00 euro per 20-30 kg verso Sud e isole.

Chiedere come si calcola il peso volumetrico: lunghezza per larghezza per altezza in centimetri diviso 5.000. Chiedere se viene fatturato quando supera il peso reale.

Chiedere il costo di stoccaggio a metro cubo o a pallet al mese. Per un pallet standard da 80x120 cm e altezza massima 180 cm la forbice è tra 25 e 50 euro su base mensile.

Chiedere il costo di picking e packing per ordine, 2,50 euro nella simulazione di mercato. Chiedere anche il listino completo del magazzino: accettazione e spedizione dei pallet, magazzinaggio a euro al giorno per pallet e fatturazione minima (StoringCargo).

Chiedere quanti colli al mese pesano sulla tariffa. Sotto i 200 colli si paga il 15-25% in più; sopra i 2.000 si negozia il 10-20% in meno.

Checklist per valutare un fornitore logistico B2B

  • Analisi end-to-end del flusso logistico
  • Progettazione della rete basata su dati
  • Integrazione ERP/WMS/TMS
  • Tracciabilità delle merci e riduzione errori
  • Gestione KPI con dati confrontabili
  • Copertura distributiva capillare
  • Approccio collaborativo con il cliente
  • Gestione degli ordini dal canale digitale
  • Certificazioni qualità e ambiente (es. ISO 9001, ISO 14001)

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