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Prezzi Materie Prime

Indici dei prezzi delle materie prime e ISTAT nei contratti

Nei contratti il prezzo di una materia prima o di una fornitura può essere agganciato a due famiglie di indici. Gli indici di mercato seguono le quotazioni delle commodity sulle piazze di scambio.

Cosa sono gli indici dei prezzi delle materie prime e perché contano nei contratti

Nei contratti il prezzo di una materia prima o di una fornitura può essere agganciato a due famiglie di indici. Gli indici di mercato seguono le quotazioni delle commodity sulle piazze di scambio. Gli indici statistici pubblici, come quelli dell'ISTAT, misurano prezzi, costi e retribuzioni di un settore o di un paniere.

In un contratto, un indice dei prezzi misura in modo oggettivo la variazione di costo di una materia prima o di un paniere. Il Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 31 marzo 2023, n. 36, integrato e corretto dal D.lgs. 31 dicembre 2024, n. 209) impone clausole di revisione prezzi nei documenti iniziali di gara. Indica anche gli indicatori sintetici di prezzo e di costo utilizzabili: per i lavori, gli indici sintetici di costo di costruzione; per servizi e forniture, gli indici dei prezzi al consumo, gli indici dei prezzi alla produzione dell'industria e dei servizi e le retribuzioni contrattuali orarie.

Per essere negoziata su un mercato organizzato, una materia prima deve essere fungibile: intercambiabile con altre dello stesso tipo e grado, a prescindere dal luogo di produzione. Per un operatore l'oro è oro, qualunque sia la miniera; vale anche per gas naturale, cotone o rame, se rispettano standard minimi di qualità o purezza. La fungibilità consente di quotare un prezzo unico e di usarlo come riferimento contrattuale.

La stessa materia prima può essere quotata su due mercati distinti: lo spot market, con consegna immediata, e il future market, con consegna a una data futura. I contratti future sono negoziati nei future exchanges; la maggior parte degli operatori specializzati è speculatrice e non vuole ricevere il bene, quindi molti future vengono chiusi prima della scadenza. In clausola va specificato se il riferimento è il prezzo spot o il prezzo future, perché i due valori possono divergere.

Indici compositi, indici ISTAT e quotazioni di singole commodity

La prima famiglia comprende gli indici compositi. L'S&P GSCI è un indice composito dei rendimenti del settore delle materie prime: rappresenta un investimento non leveraged, long-only in future su materie prime. Si adatta alle clausole che coprono un paniere eterogeneo. Non è però una quotazione di singola materia prima.

La seconda famiglia è quella degli indici statistici ISTAT. Per servizi e forniture il Codice richiama indici dei prezzi e delle retribuzioni, anche disaggregati. L'articolazione operativa comprende NIC/ECOICOP, indici dei prezzi alla produzione dell'industria e dei servizi per settore ATECO, BtoB e retribuzioni contrattuali orarie. È la scelta tipica quando serve un indice pubblico, verificabile e disaggregabile.

A differenza delle quotazioni di commodity, gli indici ISTAT sono indici statistici: misurano prezzi, costi e retribuzioni di settori e panieri. In clausola si usano quando la prestazione da indicizzare è un servizio, una fornitura o un lavoro, non quando si segue il prezzo di una singola materia prima.

La terza famiglia è quella delle quotazioni di singole commodity. Borsa Italiana elenca, tra le altre, Alluminio, Caffè, Rame, Granoturco, Cotone, Benzina, Oro, Olio Combustibile, Petrolio Brent, Petrolio Wti, Suini Magri e Bestiame Vivo. Quando il contratto è mono-materia e le parti vogliono seguire esattamente quella quotazione, conviene questo riferimento, specificando se si tratta di prezzo spot o future e su quale piazza.

Vantaggi e limiti degli indici ISTAT vs. indici di mercato

  • Vantaggi degli indici ISTATPubblici, verificabili, disaggregabili, conformi al Codice dei contratti pubblici, adatti a servizi e forniture complesse.
  • Limiti degli indici ISTATPossono non riflettere le dinamiche di mercato specifiche se troppo aggregati; meno frequenti rispetto ai mercati finanziari.
  • Vantaggi degli indici di mercato (es. S&P GSCI)Aggiornati in tempo reale, rappresentano dinamiche di mercato, adatti a panieri eterogenei.
  • Limiti degli indici di mercatoNon sono sempre verificabili da parte delle parti contraenti; possono essere influenzati da speculazione.

Indici ISTAT per servizi e forniture: NIC, prezzi alla produzione e retribuzioni

L'art. 60, comma 3, del Codice dei contratti pubblici riguarda i servizi e le forniture. Prevede che si usino, anche in forma disaggregata, gli indici dei prezzi al consumo, gli indici dei prezzi alla produzione dell'industria e dei servizi e le retribuzioni contrattuali orarie.

L'Allegato II.2-bis, art. 10, Sezione III, specifica gli indici revisionali. Per i prezzi al consumo usa gli indici nazionali per l'intera collettività (NIC), secondo la classificazione ECOICOP.

Per l'industria usa gli indici dei prezzi alla produzione dell'industria per settore economico ATECO, privilegiando i valori del mercato interno. Per i servizi usa gli indici dei prezzi alla produzione dei servizi, privilegiando i valori business to business (BtoB) per settore ATECO.

Per il lavoro usa le retribuzioni contrattuali orarie per tipo di contratto e per settore ATECO.

Secondo ACCA, per applicare gli indici di revisione in forniture e servizi sono stati individuati circa 500 CPV.

Indicatori chiave per la revisione prezzi nei contratti pubblici (Codice dei contratti pubblici)

Indici dei prezzi al consumo
NIC (per voce ECOICOP)
Indici PPI industria
Per settore ATECO, mercato interno
Indici PPI servizi
BtoB, per settore ATECO
Retribuzioni orarie
Per tipo di contratto e settore ATECO
TOL (Tipologie Omogenee di Lavorazioni)
Fabbricato residenziale, capannone industriale, tronco stradale con galleria

Indici di costo per lavori: le Tipologie Omogenee di Lavorazioni (TOL)

Per i lavori, il comma 4 dell'art. 60 del Codice richiama il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 743 del 30 marzo 2026. Il decreto adotta gli indici di costo per Tipologie Omogenee di Lavorazioni (TOL) della Tabella A.1 dell'Allegato II.2-bis. Servono a determinare l'indice sintetico revisionale.

Le TOL disponibili sono tre: fabbricato residenziale, capannone industriale e tronco stradale con tratto in galleria.

L'applicazione segue un regime temporale. Gli indici di costo per TOL valgono per le procedure di affidamento avviate dalla data di pubblicazione del decreto ministeriale. Per quelle avviate prima si applicano le disposizioni transitorie dell'art. 2, comma 2, dello stesso decreto.

Criteri di scelta: pertinenza merceologica, area di mercato, frequenza e verificabilità

Il primo criterio è la pertinenza merceologica: l'indice deve rappresentare il costo prevalente della prestazione. Per una sola materia prima si può usare la quotazione di quella commodity. Per un servizio o una fornitura complessa si usano indici ISTAT disaggregati (NIC per voce ECOICOP, prezzi alla produzione dell'industria per settore ATECO) o un indice composito se il paniere è eterogeneo.

Il secondo criterio è la pertinenza geografica e di mercato. Le indicazioni ISTAT per servizi e forniture privilegiano, per l'industria, i valori degli indici per il mercato interno e, per i servizi, i valori business to business (BtoB). Se il contratto è domestico e tra imprese, un indice export o rivolto ai consumatori finali espone a una base di costo diversa da quella effettivamente sostenuta.

Il terzo criterio è la frequenza e la disaggregazione. L'indice deve essere pubblicato con frequenza almeno pari a quella delle revisioni previste in contratto e disponibile al livello di dettaglio coerente con la prestazione. Gli indici di costo per TOL sono mensili. Per gli altri indici va verificata nella nota metodologica la frequenza e il livello di disaggregazione, evitando indici troppo aggregati.

Il quarto criterio è la verificabilità e la disponibilità di serie storiche. La fonte deve essere pubblica o di mercato organizzato, con serie storica accessibile per calcolare la variazione rispetto al periodo base. In clausola conviene indicare la fonte esatta (ISTAT, Borsa Italiana, Trading Economics o altra) e il nome della serie, conservando la nota metodologica per risolvere contestazioni.

Hard e soft commodity: le categorie delle materie prime

Le materie prime si dividono in due grandi categorie. Le hard commodities sono metalli o risorse energetiche presenti nelle miniere o estratte da risorse naturali. In genere sono più facili da gestire, trasportare e integrare nel processo industriale.

Le soft commodities sono prodotti agricoli, coltivati o raccolti. Tendono a essere stagionali, soggette a sprechi e volatili nel breve periodo per cicli naturali, fattori climatici e deperibilità.

Per i riferimenti di prezzo, Borsa Italiana elenca singole materie prime. IG cita tra le più negoziate Oro, Petrolio, Grano, Gas naturale e Manzo. Classifica poi le materie prime in Energie (petrolio e gas), Metalli (oro, argento, rame, piombo) e Agricoltura (frumento, caffè, bestiame).

Impostare la clausola: base, periodo e formula

La clausola di revisione prezzi deve definire l'indice e la fonte prescelti. Esempi: NIC per voce ECOICOP, indice dei prezzi alla produzione dell'industria per settore ATECO, indice TOL, S&P GSCI o quotazione di una commodity. Deve poi fissare il periodo base, cioè la data o il mese del prezzo originario. Va indicata anche la frequenza di aggiornamento, la formula di variazione, la gestione delle revisioni metodologiche dell'indice e un'ipotesi di fallback.

La formula di variazione più semplice è: variazione percentuale = (indice nel periodo di revisione / indice nel periodo base − 1) × 100. Se l'indice è mensile, come le TOL, si può usare il mese di riferimento o una media di mesi; per gli altri indici, va controllata nella nota metodologica la frequenza di pubblicazione e la disponibilità di serie storiche.

Sulle revisioni metodologiche, la clausola può prevedere l'uso della serie ricostruita dalla stessa fonte o, se impossibile, che le parti concordino un indice sostitutivo con classificazione equivalente. Il fallback deve indicare un indice alternativo già definito (per esempio un altro indice ISTAT della stessa area ECOICOP o ATECO) per evitare che una modifica della fonte blocchi la revisione.

Nei contratti pubblici, inserire la clausola di revisione prezzi nei documenti iniziali di gara è un obbligo del Codice dei contratti pubblici. Fuori da tale ambito, la clausola va costruita in modo completo per evitare contestazioni sull'indice o sul periodo base.

Dove reperire indici e serie storiche

ISTAT pubblica gli indici richiamati dal Codice per servizi e forniture e gli indici di costo per Tipologie Omogenee di Lavorazioni (TOL). Per le TOL, ISTAT rinvia alla Nota Informativa per metodologia e tabelle di dettaglio degli indici mensili di costo.

Borsa Italiana pubblica l'elenco delle commodity trattate. Trading Economics pubblica l'S&P GSCI, indice composito dei rendimenti del settore delle materie prime, non leveraged e long-only in future. ACCA, per applicare gli indici di revisione in forniture e servizi, indica l'individuazione di circa 500 CPV.

Prima di inserire un indice in clausola, verificare metodologia della fonte e condizioni d'uso: modalità di calcolo, frequenza, accesso alle serie storiche, eventuali licenze o restrizioni all'uso contrattuale. Per gli indici ISTAT, fare riferimento alle note metodologiche e alla Nota Informativa per le TOL. Per gli indici di mercato, valgono le condizioni del fornitore dei dati.

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