Foto per l'articolo Copertura rischio materie prime: strumenti e adempimenti OIC
Foto di Pieter01 su Pixabay

Prezzi Materie Prime

Copertura rischio materie prime: strumenti e adempimenti OIC

Le oscillazioni dei prezzi delle materie prime possono incidere sui costi di acquisto e sui ricavi delle imprese che le producono.

Perché coprirsi: i rischi che muovono i prezzi

Le oscillazioni dei prezzi delle materie prime possono incidere sui costi di acquisto e sui ricavi delle imprese che le producono. Per un'impresa utilizzatrice, un aumento del petrolio può accrescere i costi; per un produttore agricolo, meteo e raccolti possono influire sui prezzi di vendita.

Tra i fattori che muovono i prezzi ci sono condizioni climatiche, scorte disponibili, tensioni geopolitiche, decisioni dei Paesi produttori, andamento del dollaro, ciclo economico, politiche monetarie e aspettative sull'inflazione. Il perimetro comprende petrolio, metalli, cereali e altri prodotti agricoli, oltre ai componenti che li usano o ne subiscono il prezzo.

Le commodities sono essenziali per l'economia reale: servono a produrre energia, beni industriali, alimenti, trasporti e tecnologia. Il loro prezzo interessa governi, imprese, investitori e consumatori. Sono standardizzate e fungibili: un barile di petrolio, un'oncia d'oro o una tonnellata di grano devono rispettare caratteristiche precise per essere negoziati secondo standard comuni.

La copertura dal rischio prezzo delle materie prime può ricorrere a futures, opzioni e commodity swap. Per le imprese che adottano i principi contabili nazionali, la materia è oggetto dell'OIC 32 – Strumenti finanziari derivati.

Il rischio geopolitico nasce perché le materie prime possono provenire da regioni instabili o coinvolte in conflitti. Guerre, sanzioni e controversie commerciali possono interrompere le catene di approvvigionamento, limitare l'accesso ai mercati e provocare oscillazioni dei prezzi. La copertura finanziaria non sostituisce la gestione del rischio di fornitura.

Il rischio di cambio deriva dallo scambio globale delle materie prime, spesso prezzate in valute principali come il dollaro USA. Le fluttuazioni dei tassi possono erodere i profitti o aumentare i costi, a seconda della direzione.

Il rischio di tasso d'interesse incide sul costo del finanziamento di trader e produttori. L'aumento dei tassi può aumentare il costo dei prestiti, rendendo più costoso finanziare le operazioni o acquistare materie prime. La diminuzione dei tassi può ridurre i costi di finanziamento, ma può anche indicare sfide economiche più ampie.

Il rischio di credito riguarda la possibilità che una controparte non adempia. Al quadro si aggiunge il rischio normativo: i mercati delle materie prime sono soggetti a leggi ambientali, restrizioni commerciali e altre normative di settore.

L'effetto complessivo è una pianificazione a lungo termine più difficile e una minaccia alla stabilità finanziaria dell'impresa industriale. Fonti di materie prime sempre più limitate e domanda in aumento aggravano il quadro.

Le categorie principali sono le materie prime energetiche, come petrolio e gas naturale; i metalli preziosi, come oro e argento; i metalli industriali, come rame, alluminio e nichel; le agricole, come grano, mais, soia, zucchero, cacao e caffè.

Per il rischio di prezzo delle materie prime si possono usare futures, opzioni e commodity swap. Forward, futures, currency swap e opzioni su valute sono invece strumenti impiegati per il rischio di cambio. La copertura va scelta in funzione dell'esposizione effettiva e non solo del nome del contratto.

Rischi principali nel settore materie prime (fonte: Andaf, Assolombarda)

Rischio geopolitico
Interrompe catene di approvvigionamento, es. conflitti in Ucraina, Medio Oriente
Rischio di cambio
Materie prime spesso prezzate in dollaro USA; fluttuazioni valutarie incidono sui profitti
Rischio di tasso d'interesse
Aumento tassi rende più costoso finanziare acquisti o operazioni di trading
Rischio di credito
Possibilità che la controparte non adempia nei contratti OTC o swap

Mappare l'esposizione prima di scegliere lo strumento

Il punto di partenza è l'analisi dell'esposizione. Il rischio non riguarda solo le materie prime in senso stretto, ma anche i componenti che le utilizzano o ne subiscono il prezzo; la mappatura deve quindi estendersi lungo la filiera.

Lo strumento si sceglie solo dopo aver quantificato l'esposizione. Non esistono derivati ideali né totalmente inadatti: la selezione dipende dalle esigenze specifiche dell'azienda.

La scelta richiede di analizzare l'esatta misura del rischio da coprire, la correlazione tra rischio e derivato, il livello di flessibilità cercato e il costo associato che si è disposti a sostenere. Una copertura basata su una percezione generica del rischio, o sovradimensionata rispetto al fabbisogno reale, introduce essa stessa una nuova esposizione.

La funzione economica della copertura resta la compensazione. L'hedging finanziario compensa perdite e guadagni causati dalle variazioni dei prezzi delle materie prime tramite strumenti come future o opzioni.

La scelta dello strumento di copertura non esaurisce gli adempimenti: accanto alla dimensione finanziaria l'impresa presidia gli obblighi contabili, regolamentari e di governance che derivano dall'operazione. La mappatura dell'esposizione serve anche a delimitarli, perché dopo la quantificazione si verifica quali obblighi ricadono sull'operazione.

Forward e futures: le coperture più diffuse

I contratti a termine, o forward, sono derivati: un accordo per comprare o vendere un determinato asset finanziario a una data futura a un prezzo stabilito. Si distinguono dai contratti a pronti (spot), a regolamento immediato. Di solito sono negoziati fuori borsa (OTC) con un'istituzione finanziaria.

Una parte assume la posizione lunga (long) e si impegna a comprare l'attività sottostante a una data specifica per un certo prezzo. L'altra assume la posizione corta (short) e si impegna a vendere la stessa attività alla stessa data allo stesso prezzo. Il prezzo fissato nel contratto è il prezzo di consegna (delivery price).

I forward sulle valute sono molto diffusi e le banche di investimento hanno uffici interni dedicati alla loro negoziazione. Anche i futures sono accordi tra due parti per scambiare o vendere un'attività a una data futura a un certo prezzo, ma di norma sono trattati in borsa.

Per consentire le negoziazioni, la borsa standardizza alcuni aspetti del contratto. La standardizzazione rende possibile la negoziazione di mercato, a fronte di una minore adattabilità alle esigenze specifiche della singola impresa.

Per il rischio di prezzo delle materie prime, futures e opzioni possono compensare le variazioni avverse del prezzo. Un'altra possibilità è il commodity swap, che scambia flussi collegati a una quota fissa e a una variabile del prezzo della materia prima. Forward, futures, currency swap e opzioni su valute riguardano invece il rischio di cambio.

La scelta tra OTC e mercato regolamentato, e tra copertura su misura e contratto standardizzato, va ricondotta a quattro parametri: misura esatta del rischio, correlazione con il derivato, flessibilità ricercata e costo associato.

Il future non richiede il pagamento anticipato dell'intero importo né il possesso del sottostante: si deposita un margine iniziale, una percentuale del valore del contratto. Il valore nozionale si calcola moltiplicando il prezzo del sottostante per la dimensione del contratto.

Un future sull'oro può corrispondere a 3,11 kg (100 once troy). Le specifiche di ciascun future, comprese dimensione del contratto e dimensione del tick, sono definite dalla borsa. Il valore del tick si calcola moltiplicando la dimensione del tick per quella del contratto.

Poiché solo una percentuale del valore del contratto deve essere inizialmente messa a disposizione, i futures sulle materie prime sono strumenti ad elevata leva finanziaria. Movimenti dei prezzi lievi possono avere un grande impatto. Quando il requisito di margine è più elevato, un investitore deve in genere depositare più margine per entrare nella posizione, con una minore leva finanziaria.

I futures sono regolati giornalmente al prezzo di chiusura di mercato, il mark-to-market (MTM). Alla fine di ogni giorno di trading il prezzo di chiusura è determinato dalla borsa sulla quale il future viene scambiato ed è lo stesso per tutti. I regolamenti proseguono fino alla scadenza del contratto o fino alla chiusura della posizione.

Il regolamento giornaliero in contanti è la differenza tra il prezzo di chiusura di t-1 e t. Il conto viene addebitato o accreditato: un aumento del valore del contratto comporta un credito sulla posizione lunga e un addebito sulla posizione corta.

Se un addebito porta il saldo sotto il margine di mantenimento, il titolare riceve una richiesta di margine e deve depositare più fondi. I futures sulle commodities non implicano necessariamente l'acquisto di petrolio, oro o grano fisico: si prende posizione su uno strumento il cui valore dipende da quella materia prima.

Per i futures, il regolamento giornaliero comporta addebiti o accrediti collegati alle variazioni di prezzo. Nei contratti OTC, le condizioni sono definite con la controparte: l'impresa deve quindi considerare anche il rischio che questa non adempia.

Opzioni e commodity swap: strumenti e rischi

Gli strumenti finanziari derivati sono contratti il cui valore dipende dall'andamento del sottostante (underlying asset). Il sottostante può essere una o più variabili finanziarie o reali: tassi di interesse, azioni o indici azionari, merci e materie prime, tassi di cambio.

Il commodity swap è un derivato sul prezzo di una materia prima: una parte paga un flusso fisso e l'altra uno variabile, calcolati su una quantità della materia prima. Alle scadenze previste, le parti si scambiano la differenza tra il prezzo fissato nel contratto e quello rilevato sul mercato.

La stessa famiglia di prodotti serve finalità molto diverse e la qualificazione dell'operazione dipende dall'obiettivo, non dalla forma tecnica. È il punto di attenzione principale nella governance aziendale: un'opzione o uno swap acquistati per coprire un fabbisogno reale e documentato sono su un piano diverso dalla stessa operazione fatta per assumere una posizione direzionale.

I commodity swap possono proteggere un'impresa utilizzatrice dagli aumenti dei prezzi e un produttore dai cali. Non sono trattati in mercati regolamentati e non prevedono una controparte centrale: il rischio di insolvenza della controparte resta quindi a carico di chi sottoscrive il contratto.

Strategie operative oltre la finanza

La copertura finanziaria è una leva, non l'unica. Un'impresa industriale gestisce il rischio di variazione dei prezzi delle materie prime con l'hedging finanziario, cioè compensazione di perdite e guadagni tramite future o opzioni.

Poi diversifica le fonti di approvvigionamento, acquistando materie prime da fonti diverse per ridurre il rischio legato a un singolo fornitore o a una singola materia prima. Ottimizza i livelli di stock, per ridurre la quantità di materiali da acquistare a prezzi elevati nei periodi di alta domanda e scarsa disponibilità.

Usa anche contratti a prezzo fisso con i fornitori, per garantire prezzi stabili nel tempo. Punta su innovazione e sviluppo di alternative più economiche e meno dipendenti dalle materie prime critiche.

Queste leve si combinano. Un contratto a prezzo fisso trasferisce parte del rischio di prezzo a monte della filiera e riduce il nozionale da coprire con derivati.

L'ottimizzazione delle scorte incide sulla quantità di materiale esposta al prezzo di mercato nel periodo. La diversificazione dei fornitori riduce il rischio di interruzione delle forniture di origine geopolitica, che nessuno strumento finanziario può neutralizzare.

Il mix dipende dagli obiettivi aziendali e dall'orizzonte di pianificazione, non da una ricetta unica. Il criterio pratico è coprire ciò che resta dopo aver attivato le leve operative.

Si misura l'esposizione netta residua da contratti a prezzo fisso, scorte e mix di fornitura. Solo su quella si costruisce la copertura finanziaria. Si evita così di pagare un costo di copertura su un rischio già neutralizzato per via contrattuale o logistico-produttiva.

In un mondo in cui le fonti di materie prime sono sempre più limitate e la domanda è in aumento, la gestione efficace del rischio di fluttuazioni è diventata ancora più importante. Le aziende devono adottare una serie di strategie per minimizzare i rischi e garantire la sostenibilità a lungo termine.

Le leve operative riducono l'esposizione netta da coprire. Di conseguenza, semplificano anche gli adempimenti contabili e di governance legati ai derivati. La copertura finanziaria si costruisce su ciò che resta, con strumenti finanziari come i contratti future o le opzioni.

Adempimenti contabili dei derivati: documentazione e fisco

Per le imprese che adottano i principi contabili nazionali, il riferimento è l'OIC 32 – Strumenti finanziari derivati. Il principio disciplina i criteri di rilevazione, classificazione e valutazione degli strumenti finanziari derivati, le tecniche di valutazione del fair value e le informazioni da presentare nella nota integrativa; si applica alle società che redigono il bilancio secondo il codice civile.

La documentazione deve individuare lo strumento di copertura, l'elemento coperto e la natura del rischio, e descrivere come la società valuterà se la relazione di copertura soddisfa i requisiti di efficacia. Deve includere le fonti di inefficacia e la determinazione del rapporto di copertura.

La verifica qualitativa considera efficaci gli elementi portanti — importo nominale, scadenza e sottostante — quando corrispondono o sono strettamente allineati. Il rischio di credito della controparte non deve incidere significativamente sul fair value dello strumento di copertura e dell'elemento coperto.

Il modello di contabilizzazione delle operazioni di copertura si basa su un principio generale di compensazione tra utili e perdite dello strumento di copertura e dell'elemento coperto. La valutazione e l'informativa sui rischi restano aspetti da presidiare in bilancio.

Nel modello di prima applicazione, per le relazioni di copertura in essere alla data di designazione, la componente efficace delle coperture dei flussi finanziari attesi è imputata alla riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi. L'inefficacia calcolata alla data iniziale è imputata agli utili o alle perdite di esercizi precedenti.

Agli adempimenti contabili si affiancano quelli regolamentari. I derivati possono essere da segnalare ai sensi dell'EMIR, della Mifid e/o del REMIT. La vigilanza sui mercati regolamentati fa capo alla CONSOB; l'art. 62 del TUF fissa trasparenza del mercato, tutela degli investitori e ordinato svolgimento delle negoziazioni.

Per le società con azioni negoziate su un sistema multilaterale di negoziazione, il D.Lgs. 38/2005, art. 2, comma 1, lettera a-bis, prevede la facoltà di redigere il bilancio secondo i principi contabili internazionali. Resta salva la possibilità di adottare i principi contabili nazionali.

Governance e controlli della copertura

Il presidio interno si costruisce su passaggi verificabili. Primo: identificare i rischi di cambio e di prezzo. Secondo: supportare la scelta degli strumenti finanziari più efficienti per gestirli.

Terzo: ricercare e selezionare i migliori intermediari per ridurre al minimo gli oneri sostenuti dall'azienda. La selezione dell'intermediario è essa stessa una voce di costo e un fattore di rischio di controparte. I forward sono di norma negoziati OTC proprio con un'istituzione finanziaria.

Il secondo pilastro è l'analisi della correlazione tra rischio effettivo e derivato adottato. La scelta del prodotto viene dopo la misura esatta del rischio da coprire; contano poi correlazione, flessibilità ricercata e costo sostenibile.

Una correlazione debole tra l'indice o il contratto utilizzato e la materia prima effettivamente acquistata lascia scoperta una parte dell'esposizione anche in presenza di una posizione in derivati. Il monitoraggio confronta il nozionale dei derivati in essere con l'esposizione netta residua dopo contratti a prezzo fisso, scorte e diversificazione dei fornitori.

Il terzo pilastro è la policy di copertura. Deve fissare esplicitamente quali rischi sono coperti, con quali strumenti, con quale orizzonte, con quali limiti dimensionali e quali finalità sono ammesse. La policy indica gli strumenti ammessi e fissa i limiti dimensionali rispetto all'esposizione mappata.

Ogni derivato può servire a fini speculativi, di copertura o di arbitraggio. Gli strumenti a leva possono determinare perdite consistenti. La documentazione delle scelte e il monitoraggio nel tempo rendono la copertura verificabile ex post e sostenibile in bilancio.

La policy aziendale distingue i controlli interni sulla copertura dalla verifica degli eventuali obblighi normativi applicabili al derivato e al contesto in cui viene utilizzato.

La policy può registrare l'esito della verifica regolamentare e le ragioni per cui l'operazione è stata autorizzata. La valutazione va riferita alla struttura del derivato e alla posizione dell'impresa, senza presumere che ogni copertura comporti gli stessi adempimenti.

Nel caso dei commodity swap, il rischio di controparte è un elemento concreto da considerare: questi contratti non prevedono una controparte centrale e il rischio di insolvenza resta a carico dei contraenti. La policy può quindi richiedere che tale rischio sia valutato insieme all'esposizione di prezzo.

Il monitoraggio interno può registrare l'esposizione netta, i derivati in essere, i margini e gli scostamenti tra la materia prima acquistata e il sottostante del contratto. Queste informazioni aiutano a verificare se la copertura continui a corrispondere al fabbisogno aziendale.

Una scheda interna di autorizzazione può raccogliere l'esposizione da coprire, lo strumento scelto, l'orizzonte della copertura, il responsabile dell'approvazione e le verifiche contabili e regolamentari effettuate.

La policy può fissare una periodicità interna per aggiornare la mappatura dell'esposizione e riesaminare le posizioni. Il monitoraggio confronta i contratti derivati con il rischio residuo dopo scorte, accordi a prezzo fisso e diversificazione dei fornitori.

La documentazione interna dovrebbe collegare l'obiettivo della copertura, lo strumento scelto, la valutazione contabile e le verifiche regolamentari pertinenti. In questo modo governance e monitoraggio consentono di ricostruire perché il derivato è stato sottoscritto e se resta coerente con l'esposizione.

Altro su Prezzi Materie Prime